Padoan e il Piano B per Placare l’Europa

A gennaio la commissione dell’Unione Europea ha inviato una lettera all’Italia nella quale chiedeva la necessaria revisione della legge di Bilancio per risanare i conti pubblici. Sotto la minaccia della possibilità, in caso di inottemperanza da parte del nostro paese, dell’apertura di una procedura di infrazione.

Per quanto l’Europa non sia disposta a correre il rischio di aprire una crisi con uno dei paesi fondatori dell’Unione, soprattutto in un momento fortemente delicato della vita stessa della struttura sovranazionale, il ministro dell’Economia Padoan non può che cercare una soluzione immediata per recuperare i 3,4 miliardi richiesti al nostro paese per sanare il bilancio.

Per scongiurare un aumento delle accise (si parlava di un aumento di 2 centesimi su benzina e tabacchi), soluzione primaria avanzata dal Mef per riempiere le casse statali di circa 1,5 miliardi e respinta con forza da una parte considerevole del Pd, tra cui spicca la figura dell’ex premier Matteo Renzi, il ministro Padoan ha avanzato alcune alternative tra cui i tagli ai ministeri e l’inserimento di una tassa secca sui giochi.

La Tassa sulle scommesse e i Giochi d’Azzardo

Stretto tra la richiesta di correggere la manovra di 3,4 miliardi da parte dell’Unione e la pressione da parte dei renziani per scongiurare ulteriori stangate fiscali a discapito dei cittadini, il responsabile del Tesoro, insieme al Mef, ha cercato vie alternative per raggiungere gli obiettivi fissati dall’europea.

In ballo ci potrebbe essere, oltre che un taglio al costo dei ministeri, una tassa fissa da applicare sui giochi. I 96 mila punti vendita colpiti dalla tassa dovrebbero fornire al Ministero un’entrata significativa rispetto alla manovra correttiva richiesta dalla Commissione. Sebbene l’intervento andrebbe a incontrarsi e in parte scontrarsi con la riforma sui giochi, da varare in aprile insieme al nuovo Def, la quale dovrebbe prevedere una riduzione di circa il 30% dei punti scommessa.

In ogni caso il Ministero dell’Economia e della Finanza tiene a precisare che per quanto cospicua, la tassa sui giochi non sarebbe sufficiente a garantire un gettito fiscale tale da scongiurare altre soluzioni per aumentare le entrate dello stato.

Sulla possibilità di inserire una tassazione sui bar e tabacchi e sulle sale scommesse ha risposto il mondo dei gestori delle scommesse. Questi alquanto indispettiti e arrabbiati, hanno chiesto al Governo di fare chiarezza sul punto, poiché è impensabile richiedere agli interessati una tassazione a febbraio per poi ridurre gli stessi ad aprile, in occasione del varo del Def.

Entro il 22 febbraio il ministro Padoan dovrà comunicare in Europa il piano dell’Italia per la modifica della manovra di bilancio, e solo allora si saprà quale sarà la linea del Mef.

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